I resti del Che

Il piccolo posto del "Che" - Igor Man - La Stampa

"AL MONDO MODERNO NON DICE NULLA

E ANCHE ALLORA FU UN VERO DISASTRO"

di Andrea Nicastro Intervista a Lucio Colletti

 

"Povere ossa, a chi possono interessare ormai?"

Ma come professore è "Che" Guevara, l’icona più popolare della sinistra, l'eroe della rivoluzione?

"Beh, forse c'è ancor qualche gruppuscolo pseudo-maoista che potrebbe esultare. Ma sono frange senza alcun peso politico. Parliamoci chiaro, niente lascia pensar ,che nel mondo di oggi il guevarismo possa aver in qualche ruolo".

Lucio Colletti, ordinario di filosofia teoretica alla Sapienza e deputato di Forza Italia, non si commuove. Per lui Guevara è morto e sepolto, non basta la riesumazione per farlo vivere.

Il "Che" come politico fu un disastro. Proprio quando in Unione Sovietica Kossighin tentava introdurre una riforma nel sistema economico delle nazionalizzazioni, lui vi si scagliò contro",

Da Cuba?

"Li attaccò sul piano dell'etica rivoluzionaria. Demolì i .cosiddetti "incentivi materiali di cui discutevano a Mosca per introdurre quei correttivi economici che poi arrivarono con la perestrojka di Gorbaciov, quasi 30 anni dopo. Guevara invece era per la linea dura, per 1"'uomo nuovo rivoluzionario" e pensava che la gente dovesse produrre di più non con lo stimolo del denaro, ma solo con l'incentivi morali".

Se ne discusse anche in Italia...

"Da noi arrivò dì riflesso, dopo che la polemica sugli incentivi "materiali" o "morali' era stata ingigantita dai francesi. Evidentemente una certa nostra intellighenzia non aveva niente di meglio da

Sbagliarono?

"Certo. La storia ha preso tutt'un altro corso rispetto a quello che sognava Guevara. Ha dimostrato che le sue opinioni erano utopistiche. Persino i cinesi hanno dovuto aprire all'iniziativa privata. Proprio loro che erano stati gli eredi più fedeli dell'ideologia "guevarista"".

"Guevaristi" a Pechino?

"Lin Piao - il leader cinese più attivo degli anni '60 dopo Mao - sviluppa su scala planetaria l'idea dell'accerchiamento delle metropoli da parte delle campagne che è il nucleo centrale del pensiero di

Guevara. Lin Piao non lo ammise mai, perché comunque Guevara apparteneva come "cubano" all'orbita sovietica. Non dico che Pechino copiò Guevara, ma aveva forti debiti con la sua ideologia. I risultati si sono visti: la Rivoluzione culturale, le Guardie rosse, un disastro che uccise milioni di uomini".

Colpa di Guevara?

"Direttamente no, ma se avesse potuto... In fondo anche Pol Pot aveva Un sogno".

La storia ci proibisce di sognare?

"Ma no! Basta non confondere. Il problema è che se sì hanno responsabilità o ambizioni pubbliche, non si può continuare a dormire. Una politica fatta di sogni produce incubi. Gente come Guevara c'è sempre stata, Pisacane per esempio. E ce ne saranno altri in futuro".

Quelli che oggi hanno la faccia di Guevara sulla maglietta, magari?

"C'è anche chi si rade i capelli a zero oppure se li fa crescere fino alla schiena. Errori di gioventù. Poi anche loro crescono, si mettono colletto bianco e cravatta e rientrano nella grande marmellata della democrazia parlamentare".

Tutto da dimenticare, il "comandante"?

"Il "Che" è anche una bella figura. A differenza dì Fidel Castro che ha fatto pagare a tante persone la sua idea, lui in fondo ha coinvolto solo un pugno di guerriglieri nella sua avventura. Era un sognatore generoso, ma, appunto, solo un sognatore".

Guevara però è stato ucciso per le sue idee.

"Questo me lo fa rispettare, come sempre più paga di persona le proprie convinzioni. Le cito anche una frase di Marx a mo' di omaggio: "Le cose nella storia si presentano una prima volta come dramma, una seconda come farsa". A Guevara è andata così. La sua vita è stata una tragedia, breve purtroppo per lui. Ma la sua attuate resurrezione sotto forma di libri e ora anche di ossa da adorare, questa sì è una vera farsa".

Dal Corriere della sera 7/7/1997

I resti del Che: eroe di culto -Enrico Ferrari - Repubblica on line

Intervista con Lucio Colletti - Andrea Nicastro - Il corriere della sera

Intervista con G. Russo Spena - A.N. - Il corriere della sera

La nostalgia di Granado - Alessandro Oppes - Repubblica

La vignetta di Vauro - il manifesto


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