- Tornano alla mente i seminaristi
che discutevano camminando allineati quattro o cinque per volta.
- Avanzavano, poi tornavano
indietro, sempre discutendo.
- Dopo una breve frequentazione
delle Acli, si tuffò in una lettura vorace dei sacri testi da Marx a Gramsci, approdando
alla convinzione che la coscienza non veniva da Dio, ma veniva dallesperienza e
quindi che ci andava a fare in chiesa? meglio il gruppo Gramsci, dove ha vissuto le
esperienze più significative.
- Fondamentali furono le letture dei
manoscritti economici e filosofici di Marx sullalienazione.
- Ricorda riunioni interminabili, sempre di
sera, anche perché nel 69 era stato assunto come operaio alla Harley Davidson.
«Riunioni fumose in tutti i sensi» dice.
- Il gruppo Gramsci, che si riuniva nello
scantinato di via del Ponte n.1, era strutturato con un esecutivo politico e molte
commissioni specifiche, ed ebbe una notevole influenza nel contesto del movimento
varesino, con la produzione di volantini ciclostilati che arrivavano puntuali su ogni
avvenimento cittadino.
- Gli aderenti al gruppo erano a stragrande
maggioranza studenti e la presenza di un vero operaio, come Sandro, era molto ambita.
- Una figura di spicco era allora Romano
Madera, unaltra testa pensante di estrazione cattolica.
-
- Che ci faceva un chimico diplomato alla
Harley Davidson? Comera il clima di quei tempi?
- «Fare loperaio era una scelta di
coerenza, avevo addirittura chiesto di andare alla catena di montaggio, poi col
riconoscimento del primo consiglio di fabbrica la mia attività sindacale si è andata
intensificando, sia come attivista allinterno della Fim che come aderente al gruppo
Gramsci, che allora teorizzava la nascita dei collettivi politici operai, con una forte
linea egualitaria e in polemica col revisionismo del Pci.
- Ricordo molti picchetti, spintoni,e i
bottoni dei cappotti che saltavano, il tutto in un clima un po barricadero.
- Una volta come operaio mi hanno fatto fare
una assemblea ad architettura a Milano, con tremila persone e le gambe che mi tremavano;
allora era teorizzato lamore libero e alla fine una signorina mi si avvicinò, ma io
non colsi, me lo fecero notare: Guarda che la signorina intendeva qualcosa di più
- Unaltra volta come extra parlamentare
feci un comizio a Piazzale Loreto, per il 25 aprile. Allora si portava leschimo e il
casco, il mio era un Crowell inglese, il migliore.
- Non fui mai coinvolto in scontri fisici,
anche se coi fascisti cera tensione. Ebbi due processi in cui venni assolto; allora
era giudice istruttore Rovello, che oggi è un pezzo grosso dellantimafia. Questo
era il clima fino al 73 quando andai a militare».
-
- Come è avvenuto il passaggio dalla Fim
alla Fiom?
- «Fu appunto dopo il militare: al ritorno
per qualche mese non fui attivo, poi nella grande tensione unitaria della Flm e nel
rimescolamento di quei tempi, anche per la personalità di sindacalisti come Rinaldini e
Castano aderii alla Fiom, forse scaricato dalla Fim.
- Nel gennaio del 75 la HD andò in
cassa integrazione e questo, se vogliamo, fu la mia salvezza, perché ritrovai il contatto
con la realtà e mi misi a fare attività sindacale vera e propria, tanto che nel 76
diventai operatore sindacale a tempo pieno».
-
- Qualche riflessione retrospettiva?
Pentimenti?
- «No, io la vivo così: ci ho provato,
alcune cose sono passate , altre no.
- Continuo a pensare che viviamo in un mondo
di matti, non so se ce la caveremo dal punto di vista ambientale e sociale; le tensioni
Nord Sud del mondo saranno forti.
- Distinguo nettamente le idee che hanno una
valenza politica da quelle, pur giuste, ma solo con valenza culturale.
- Per quanto riguarda il 68 ho
la netta sensazione di non aver buttato il tempo, è stato anzi un fatto di ricchezza di
cui, con buona pace di mia madre, non mi pento».
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